Le polizze D&O, siamo in grado di comprenderne i contenuti?

Due recenti eventi ed una serie di articoli di informazione assicurativa (?) hanno fatto sorgere alcuni dubbi sulla reale assimilazione da parte delle reti distributive. Il primo e modesto episodio è quello relativo al nostro ultimo corso di formazione prima della chiusura estiva. Vi è da dire che la vostra partecipazione è sempre molto consistente ma la strada verso un corretto approccio verso i prodotti assicurativi e nello specifico alle polizze D&O resta ancora molto basico. Per la serie: “e questo è compreso? Quali sono i sottolimiti? Dove è scritto che i sindaci sono inclusi?. E via con osservazioni di questo tipo. Forse complici alcune pubblicazioni redatte come se l’argomento D&O fosse della stessa natura di una polizza infortuni conducenti hanno indotto alcuni esperti del settore ad una semplificazione tassonomica che riduce tutto a delle fuorvianti tabelle di Excel dove si va a verificare se un rettangolo è vuoto o se riporta qualcosa; se poi aggiungiamo che molto del materiale prodotto proviene dall’utilizzo della intelligenza artificiale il disagio del comune operatore che deve lavorare su più fronti diventa critico.

Nel corso degli anni la divaricazione tra il mercato domestico e quello europeo, nel bene e nel male, si è allargata e per vendere in Italia (questo il vero vulnus) è stata data la stura ad una serie di nefaste precisazioni basate sull’adagio: “io ci credo che è tutto compreso ma come riesco a convincere il cliente se non è scritto?”. Qui iniziano le cosmesi con risultati non troppo confortanti per il potenziale bacino acquirente. Una bella ed utile polizza nata negli Stati Uniti su basi economiche e giuridiche totalmente differenti dalla nostra realtà inizia con un processo di “nazionalizzazione” che riduce drasticamente la portata delle garanzie originarie. Si parte con l’inserimento di clausole inquinamento con tanto di sottolimiti per arrivare ad un elenco pressoché sterminato di precisazioni/pseudo inclusioni che spaziano dalla gestione del contenzioso del personale alla esclusione attività area NYSE. Se da un lato l’indicazione di una precisazione operativa aiuta ad identificare una garanzia, dall’altro non viene recepita che in realtà è una forte delimitazione alle precedenti condizioni di polizza dove veniva genericamente affermato che si assicuravano sic et simpliciter le responsabilità ascrivibili agli amministratori.

Che dire poi dell’intelligenza di chi progetta queste polizze? Sembra che tutto il sistema economico italiano si regga su pochi interlocutori (anche nel nostro settore) intorno ai quali ci sia il vuoto assoluto. Logica conseguenza i nostri intermediari si buttano letteralmente su questi presunti ed unici attori proponendo loro polizze sempre meno confortevoli però a prezzi da saldo che puoi trovare solo sulle piattaforme di e-commerce. La situazione descritta è solo una parte di un complesso e vario sistema economico che fortunatamente si regge anche su altri pilastri. Un esempio? Nonostante le profezie di apocalittici accorpamenti per creare “poli aggregativi capaci di competere con i mercati esteri (?)” le aziende micro, dal 2008 non sono ne scomparse ne calate di numero e sono circa 5,8 milioni rappresentando “solo” il 30% del prodotto interno lordo, Se aggiungiamo alle micro imprese le piccole e le medie si arriva al 63% del valore totale arrivando ad assorbire il 76% dell’occupazione.

Questo enorme e vitale sostegno all’economia nazionale è solo lambito da una attività di sensibilizzazione assicurativa lato D&O; quando queste aziende ricevono proposte polizze a difesa del loro operare è in molti casi dovuto a particolari situazioni nelle quali entrano in contatto, ad esempio, con il settore finanziario che condiziona le agevolazioni con polizze a garanzia. Se non avete avuto occasione di esaminare queste proposte assicurative ed i loro contenuti, fatelo.

Potrebbe essere un’ottima occasione per spiegare ai vostri clienti la differenza sia in termini di condizioni che costi tra una polizza assicurativa e qualcos’altro.

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