LA RESPONSABILITA’ CIVILE DEL CTU

Con il post di oggi vogliamo approfondire il tema della responsabilità del consulente tecnico d’ufficio.

Si tratta di un argomento che può interessare un vasto numero di professionisti assicurati, come ad esempio i tecnici quali architetti e ingegneri, ma anche i commercialisti e gli avvocati. Peraltro, come da nuove condizioni contrattuali, per questi professionisti l’attività di ctu rientra tra le estensioni sempre operanti purché l’attività venga effettivamente svolta e il relativo fatturato sia indicato nel questionario nell’attività ordinaria.

Che cosa fa il consulente tecnico? Il consulente tecnico è chiamato a fornire un parere tecnico in una determinata materia.

 In linea generale, nell’ambito di un procedimento può accadere che per l’accertamento dei fatti o la quantificazione di importi (es. importo del danno, importo del prezzo di vendita del bene immobile oggetto di esecuzione ecc.) siano necessarie particolari competenze tecniche di cui il giudice non dispone. In tal caso, il giudice nomina un consulente tecnico d’ufficio, ossia un soggetto provvisto di una specifica competenza tecnica, che, scelto tra gli iscritti negli albi istituiti presso ciascun tribunale, fornisce i pareri tecnici che gli sono richiesti. Le parti possono a loro volta nominare dei propri consulenti tecnici, che possono partecipare alle indagini del ctu e presentare osservazioni.

Il ctu viene tradizionalmente considerato un ausiliario del giudice in quando svolge un’attività nell’interesse della giustizia.

Cosa succede però quando il ctu sbaglia? A quale titolo può essergli attribuita, dal punto di vista civilistico, una responsabilità?

Il punto di partenza è l’art. 64 del codice di procedura civile.

Il secondo comma dell’art 64 c.p.c. precisa che il consulente tecnico che incorre in colpa grave nell’esecuzione degli atti che gli sono richiesti è punito con una sanzione penale e che “in ogni caso” è dovuto alle parti il risarcimento del danno arrecato.

Secondo un primo orientamento, l’inciso “in ogni caso” sarebbe da interpretare nel senso che la responsabilità (civile) del ctu può essere configurata da qualsiasi condotta illecita, che sia connotata da dolo, da colpa grave, ma anche da colpa lieve. In altri termini, la “colpa grave” richiamata nella norma sarebbe necessaria per configurare l’illecito penale, ma non sarebbe richiesta ai fini della sussistenza della responsabilità civile e dunque ai fini del risarcimento dei danni patiti dalle parti.

La giurisprudenza prevalente ritiene invece che proprio in ragione della funzione che il ctu è chiamato a svolgere, un’eventuale responsabilità civile possa configurarsi unicamente, oltre che nel caso di dolo (es. il perito che attesta consapevolmente fatti non corrispondenti a realtà), nell’ipotesi di colpa grave (Cass. 22587/2004; Tribunale di Bologna sentenza del 15/03/2015). In sostanza, il risarcimento del danno sarebbe ipotizzabile solo qualora vi sia anche responsabilità penale.

Per “colpa grave” si intende una macroscopica e inescusabile negligenza o imperizia nell’esecuzione dell’incarico affidato, una condotta palesemente contraria alle regole generali di correttezza e buona fede. Un errore, in altri termini, “imperdonabile” e “ingiustificabile” da parte del ctu.

Trattandosi di un illecito civile extracontrattuale (tra il ctu e le parti del giudizio non c’è alcun vincolo privatistico), per ottenere il risarcimento del danno il danneggiato deve dare prova del danno patito, del nesso di causalità tra il danno e la condotta del ctu e della sussistenza della colpa in capo al ctu in termini di gravità (Tribunale di Monza sentenza del 27/10/2023). La prova di un errore determinato da colpa lieve non è sufficiente ai fini dell’accertamento della responsabilità del ctu.

Ovviamente l’ipotesi di dolo del ctu non impegna le garanzie assicurative in quanto l’attività dolosa è espressamente esclusa. Le garanzie assicurative possono essere attivate solo nel caso di errore del CTU, errore che, come si è appena detto, dovrà rivestire i caratteri di una colpa particolarmente qualificata.

Possiamo citare un caso tratto dal nostro portafoglio sinistri.

L’Assicurato aveva ricevuto dal giudice, nell’ambito di una procedura esecutiva, l’incarico di redigere una perizia di stima del valore dell’immobile pignorato. Al fine di verificare la regolarità edilizia e urbanistica dell’immobile, l’Assicurato effettuava un accesso agli atti in Comune ma la documentazione che gli veniva fornita era priva di planimetrie. L’Assicurato non richiedeva chiarimenti in merito a tale mancanza e sulla base della scheda catastale, unico elaborato grafico di cui era venuta in possesso che tuttavia non ha carattere probatorio, provvedeva a redigere una perizia di stima dichiarando che non vi erano difformità.

Dopo aver acquistato l’immobile all’asta, il nuovo proprietario si accorgeva però che contrariamente a quanto dichiarato nella perizia di stima la soffitta non risultava abitabile. Lamentando che a causa di tale difformità il valore reale dell’immobile era inferiore a quello stimato nella perizia, l’acquirente richiedeva il risarcimento del danno all’Assicurato.

L’Assicurato può essere chiamato a risarcire il danno? La condotta posta in essere – redazione di una perizia di stima sulla base della sola scheda catastale ed in mancanza di planimetrie – è idonea a qualificare la colpa come grave e inescusabile? Al momento è pendente un procedimento, spetterà quindi al giudice pronunciarsi nel merito.

Come sempre vi invitiamo a segnalarci eventuali argomenti che vorreste venissero trattati.

Vi segnaliamo anche l’appuntamento con il prossimo post è a venerdì 3 maggio!

Commenti

4 risposte a “LA RESPONSABILITA’ CIVILE DEL CTU”

  1. Avatar Info@studio-pacini.it
    Info@studio-pacini.it

    Sono stata condannata anche in appello a pagare le spese di una carrozzeria per colpa di una perizia Ctu sbagliata 50000 euro. Ho fatto fare una perizia da un professore universitario che dimostra l’errore fatto dal perito. Cosa posso fare? Mail info@studio-pacini.it

    1. Avatar Chiara Giacomini
      Chiara Giacomini

      Buongiorno, premesso che non abbiamo alcuna documentazione in merito alla Sua specifica vicenda, se ritiene di aver subito un danno dovrà rivolgersi al soggetto che ritiene responsabile, fornendo ovviamente prova dell’errore commesso dal professionista e del conseguente danno.

  2. Avatar Stefania
    Stefania

    Buona sera ,sono Stefania,ho 46 anni e sono mamma di una bimba di 5 anni,dal 2023 ci siamo trasferiti a Veniano,in provincia di Como ad abitare.
    Siamo in 4 io ,mio marito,nostra figlia e mia mamma di 83 anni,noi siamo entrati nell’agosto del 2023,agli inizi di Novembre abbiamo notato nel muro in cucina e in camera matrimoniale la presenza di muffa, abbiamo trattato,ma subito dopo 2 giorni è uscita peggio di prima,avvisiamo la padrona di casa,fa passare il fratello con l’idraulico, perché per messaggio ho riferito che è successo dopo un forte temporale,che ha allagato tutta la parte sotto della palazzina .
    Viene il fratello della mia padrona di casa e l’idraulico,la muffa in cucina è in coincidenza con la vaschetta del Wc , quest’ultimo ci dice che dovrà spaccare il muro e mettere una vaschetta esterna, perché nn è isolata bene. In camera ci dice di trattare e tenere aperto.
    Così facciamo,ma dopo 3 giorni con la finestra aperta giorno e notte,dato che ci siamo messi a dormire in sala perché l’odore della candeggina era troppo forte, è riuscita peggio di prima….. Avviso ancora la proprietaria,fa uscire ancora il fratello con l’idraulico, quest’ultimo ci dice che nn c’era da spaccare le piastrelle,ma eravamo noi che tenevamo temperatura caraibiche e ha fatto creare la muffa…( Caraibiche cioè 20/21 gradi) La stessa cosa per la camera matrimoniale.,nel frattempo mi accorgo che la cameretta di mia figlia e dove dorme anche mia madre,si sente un odore fortissimo,di umido, praticamente abbiamo tutto l’armadio che è pieno di muffa,la cosa ha causato danni ai vestiti e alla salute di mia mamma e della bambina,portando tosse, lacrime agli occhi e rasch cutanei…. Vado a parlare con la padrona di casa,che mi dice che è un problema mio,che la casa la vuole come prima e che se vogliamo andare via nessun problema.
    Lì parlando con un ingegnere,per vedere se ci diceva da dove deriva la causa della muffa,ci dice che è un problema strutturale. Da lì incominciamo a mandare raccomandat,e dicendo che era un problema strutturale e che dovevano venirci incontro con le spese….. Nulla, abbiamo dovuto mettere un avvocato,ha chiesto un provvedimento d’urgenza,dato i referti medici,che dicono che tutti abbiamo problemi causati dalla muffa….. Esce il loro Geometra,il sig. Guffanti, ovviamente dice che la colpa nn è loro ma nostra, facciamo uscire il nostro ingegnere,il sig. Coppola Salvatore, che ripete che nn è un problema causato da noi,nel frattempo chiediamo al comune di Veniano,di fornirci progetto e impianto termico della palazzina dove risediamo. Risultano delle anomalie,tra il progetto e quello che è stato fatto realmente,c’era un impianto di VMC ventilazione forzata ,che nn è stato messo,i ponti termici danno dei problemi,nel contratto d’affitto nn c’è l’APE , praticamente nn sappiamo la classe energetica di questa palazzina,tutto viene messo agli atti. Esce nel Gennaio 2025 il CTU nominato dal tribunale di Como,il perito Pedruzzi Massimiliano,viene senza nulla in mano,nn ha fatto nessun test ha solo fatto conto della perizia del geometra Guffanti,della controparte e basta,ha visionato l’appartamento,ha fatto solo delle foto e finisce qui….
    Il mio avvocato, fa’ delle ricerche,si scopre che il loro Geometra,fa il CTU del tribunale di Como e hanno anche collaborato insieme in passato. I primi di Giugno, cioè questo mese ,il CTU manda la sua perizia,la colpa è dovuta alla presenza umana,nn è un problema dello stabile. Quindi abbiamo perso,ma ingiustamente, perché tutti i documenti dicono l’opposto,il problema che conoscendosi, ovviamente avevano già la carta vincente in mano. Ora ci hanno mandato lo sfratto e per di più, dobbiamo pagare l’affitto arretrato, ovviamente nn pagato, perché in 4 viviamo in un locale,che sistemiamo casa e ce ne andiamo. Noi ovviamente ci siamo opposti, perché le cose nn stanno così,ora il mio legale sta facendo un ricorso,ma ha paura che con le conoscenze che hanno pesano vincere anche quello. Ci potete aiutare,per fare si che la giustizia sia fatta…. Noi finiamo in mezzo a una strada quando la colpa nn è nostra… Vi ringrazio in anticipo e spero che possiate aiutare una povera famiglia Senza colpa ,ad avere ciò che è di diritto…. Vi ringrazio di cuore ❤️ Cordialmente Stefania Ballottari

    1. Avatar Sara Garofalo

      Buongiorno, premesso che non abbiamo alcuna documentazione in merito alla Sua specifica vicenda, se ritiene di aver subito un danno dovrà rivolgersi al soggetto che ritiene responsabile, fornendo ovviamente prova dell’errore commesso dal professionista e del conseguente danno.

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