Sappiamo che sul mercato ci sono strumenti quali le cosiddette “polizze donazione immobile” (o fideiussioni/assicurazioni analoghe) pensate per tutelare chi acquista un immobile che proviene da donazione, per coprire il rischio che un’erede legittimario — in un futuro — riesca a far valere la sua quota, con un’azione di riduzione restitutoria. Queste polizze servono da “scudo”: coprono spese legali, eventuali risarcimenti, costi di contenziosi, restituzione dell’immobile, ecc.
Ma cosa cambia con le ultime riforme? E queste come potrebbero influire sul mercato assicurativo?
Con l’entrata in vigore del Decreto Legislativo 139/2024 (in attuazione della riforma su successioni e donazioni), alcune novità hanno reso le donazioni e le successioni più “pulite” e prevedibili — con effetti positivi anche sulla protezione che queste polizze offrono:
- È stata eliminata l’istituto del “coacervo successorio” per le successioni, cioè non si sommano più in automatico donazioni fatte in vita e beni ereditati per calcolare l’imposta e la situazione fiscale.
- Di conseguenza, la distinzione tra donazioni in vita e successione diventa più netta: molti trattano la donazione come un atto separato, con franchigie e aliquote dedicate.
- Inoltre, la riforma punta a dare maggiore certezza del diritto e salvaguardare gli acquirenti terzi: in particolare, in ambito immobiliare, il nuovo quadro normativo (anche attraverso il disegno di legge “semplificazioni” recentemente discusso) tende a proteggere chi acquista un bene donato da eventuali rivendicazioni degli eredi, purché l’atto di compravendita sia regolarmente trascritto prima di una causa di riduzione.
Grazie a queste modifiche, in molte situazioni il rischio che una donazione venga “messa in discussione” dopo anni si riduce. Ciò significa che — per molte donazioni — la probabilità che la polizza debba essere “attivata” (ossia usata per difendere l’acquirente da rivendicazioni) può diventare più bassa.
- Le polizze già sottoscritte non diventano inutili: restano utili come “assicurazione” contro l’imprevisto, ma rischiano di essere meno spesso attivate.
- Le nuove polizze in mercato potrebbero vedere un “riposizionamento”: magari costi minori, oppure clausole diverse, visto che il rischio da coprire (in teoria) è ridotto.
- In alcuni casi, potrebbe cambiare anche il rapporto costo-beneficio della polizza: per acquirenti e intermediari, potrebbe essere meno necessario attivarle, a fronte delle nuove garanzie normative.
Come potrebbe in futuro evolvere il mercato delle polizze donazione in Italia in termini di rischio, prezzi, diffusione e comportamento degli operatori?
1️⃣ DIMINUZIONE DEL RISCHIO ASSICURATO – Effetto principale della riforma
La riforma 2025 punta chiaramente a ridurre il rischio che un immobile proveniente da donazione possa essere “attaccato” da un erede legittimario con azione di riduzione o restituzione con una stima del
- −30% / −50% del rischio per le donazioni immobiliari ordinarie (donazioni trasparenti, fatte in linea retta, registrate regolarmente).
- −10% / −20% del rischio per donazioni complesse (donazioni indirette, atti non lineari, famiglie ricomposte, trust mal strutturati).
Il rischio tecnico assicurato non sparisce, ma potrebbe diminuire sensibilmente.
2️⃣ POSSIBILE ANDAMENTO DEI PREMI DELLE POLIZZE
La conseguenza di questa stima della diminuzione del rischio potrebbe comportare per le compagnie un adeguamento al ribasso dei premi.
3️⃣ DIFFUSIONE DEL PRODOTTO: AUMENTA O DIMINUISCE?
- Nel breve periodo ci attendiamo comunque un andamento stabile delle richieste.
4️⃣ EVOLUZIONE DEL PRODOTTO ASSICURATIVO
La conseguenza pertanto è che le compagnie NON elimineranno questa tipologia di polizza, ma la trasformeranno. Cosa ci aspettiamo?
- Polizze più corte e meno costose
Durate più brevi (5 anni → 3 anni), massimali più bassi. - Prodotti più selettivi
Premi più alti per:- Famiglie ricomposte
- Donazioni non trasparenti
- Donazioni negli ultimi 2–3 anni
- Trust non ben strutturati
- Polizze integrate in mutuo/atto notarile
Potrebbe diventare un prodotto “a pacchetto” per banche e notai, anziché stand-alone.

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