Per un DPO, sia interno che esterno, le coperture assicurative rappresentano strumenti fondamentali di tutela professionale.
Polizza di responsabilità professionale per DPO:
- È estremamente utile per coprire errori di valutazione, consulenza inadeguata o omissioni nei doveri
- Protegge dalle richieste di risarcimento per danni derivanti da consulenza errata sulla conformità al GDPR
- Copre le spese legali in caso di contestazioni sul proprio operato
- È particolarmente importante per i DPO esterni, che operano come professionisti indipendenti
Copertura cyber risk:
- Sebbene il DPO non sia direttamente responsabile della sicurezza informatica, una copertura cyber risk può essere vantaggiosa in quanto:
- Offre protezione aggiuntiva in scenari complessi dove le responsabilità potrebbero sovrapporsi
- Può coprire le spese di consulenza specialistica in caso di violazione
- Potrebbe includere assistenza nella gestione della crisi e della comunicazione
Per un DPO esterno, entrambe le polizze sono praticamente essenziali, poiché opera come consulente indipendente e potrebbe essere più facilmente chiamato a rispondere di eventuali carenze nel servizio fornito.
Per un DPO interno, pur essendo meno comune, una polizza personale di responsabilità professionale può comunque offrire una protezione significativa, specialmente in organizzazioni di grandi dimensioni o che trattano dati particolarmente sensibili.
Prima di sottoscrivere tali polizze, è fondamentale verificare attentamente:
- L’effettivo ambito di copertura
- Eventuali esclusioni specifiche
- I massimali di copertura in relazione ai potenziali rischi
Quindi una polizza per il DPO interno? Ma chi deve pagarla? Il datore di lavoro?
Nella maggior parte dei casi, è il datore di lavoro che dovrebbe farsi carico delle polizze assicurative relative al ruolo del DPO interno. Questo perché:
- Il DPO interno agisce come dipendente dell’organizzazione, svolgendo un ruolo previsto dalla normativa
- L’organizzazione beneficia direttamente dell’attività del DPO, che contribuisce alla conformità al GDPR
- I rischi derivanti dall’attività del DPO sono rischi aziendali che l’organizzazione dovrebbe gestire
Spesso l’organizzazione dispone già di polizze di responsabilità civile che possono coprire anche l’operato dei dipendenti con ruoli specifici, incluso il DPO. In alcuni casi, vengono stipulate polizze specifiche per il ruolo di DPO o estensioni delle polizze esistenti.
Tuttavia, è importante notare che:
- Non esiste un obbligo di legge specifico che imponga al datore di lavoro di fornire una copertura assicurativa dedicata al DPO
- In alcune organizzazioni, soprattutto più piccole, questa copertura potrebbe non essere prevista
- Il DPO interno potrebbe valutare l’opportunità di una polizza personale aggiuntiva in casi di particolare rischio o se ritiene insufficiente la copertura aziendale
La situazione è diversa per il DPO esterno, che in quanto professionista indipendente o società di servizi, normalmente provvede autonomamente alla propria copertura assicurativa, includendone il costo nel compenso richiesto per il servizio.
I DPO possono trovarsi coinvolti in diversi tipi di “sinistri” o situazioni problematiche che potrebbero comportare responsabilità professionali. Ecco i principali:
Sinistri legati a consulenza errata o inadeguata:
- Interpretazione errata delle norme sulla protezione dei dati
- Consigli inappropriati sulla base giuridica per specifici trattamenti
- Valutazione inadeguata dei rischi nei trattamenti dei dati
- Omessa o errata indicazione sulla necessità di una DPIA (Valutazione d’impatto)
Sinistri legati a omissioni nel monitoraggio:
- Mancato rilevamento di significative non conformità al GDPR
- Omessa segnalazione di carenze nei sistemi di protezione dei dati
- Inadeguata supervisione delle misure tecniche e organizzative
Sinistri legati alla gestione delle violazioni di dati:
- Errata valutazione della gravità di un data breach
- Consiglio improprio sulla necessità di notifica all’autorità o agli interessati
- Ritardi ingiustificati nella gestione della procedura di notifica
- Documentazione inadeguata della violazione e delle misure di risposta
Sinistri legati a conflitti d’interesse:
- Svolgimento di attività incompatibili con il ruolo di DPO
- Mancanza di indipendenza nelle valutazioni e nei pareri
Sinistri connessi alla comunicazione con le autorità:
- Inadeguata cooperazione con l’autorità di controllo
- Fornitura di informazioni incomplete o fuorvianti al Garante
Contestazioni di negligenza professionale:
- Mancato aggiornamento sulle evoluzioni normative e giurisprudenziali
- Inadeguatezza delle competenze tecniche necessarie per valutare misure di sicurezza
Questi “sinistri” potrebbero tradursi in richieste di risarcimento danni da parte dell’organizzazione (soprattutto per DPO esterni) o in contestazioni disciplinari (per DPO interni), specialmente se l’organizzazione subisce sanzioni amministrative o danni reputazionali riconducibili a carenze nell’attività del DPO.
È importante notare che, essendo il ruolo del DPO principalmente consultivo, la responsabilità ultima per la conformità al GDPR resta dell’organizzazione (titolare o responsabile del trattamento), ma ciò non esclude che il DPO possa essere chiamato a rispondere per carenze nell’esercizio delle proprie funzioni.
