Le polizze parametriche e le polizze cyber hanno finalità e meccanismi di funzionamento molto diversi:
Polizze Parametriche:
- Si basano sul superamento di parametri predefiniti
- Pagamento automatico al verificarsi dell’evento trigger
- Non richiedono perizia del danno
- Copertura limitata a eventi specifici e misurabili
Polizze Cyber:
- Coprono una gamma complessa di rischi informatici
- Richiedono valutazione dettagliata dei danni
- Includono servizi di risposta agli incidenti
- Offrono protezione completa contro varie minacce cyber
Le polizze parametriche possono integrare, ma non sostituire, le polizze cyber perché:
- Non coprono la responsabilità verso terzi
- Non forniscono supporto post-incidente
- Non gestiscono la complessità dei danni reputazionali
- Non includono costi di ripristino e forensics
La soluzione ottimale per le PMI potrebbe essere una combinazione di entrambe, dove la polizza parametrica offre una prima risposta rapida mentre quella cyber fornisce la protezione completa necessaria.
Ma veniamo al nostro “core business” i professionisti. Sono sensibili ad estensioni cyber alle loro polizze professionali? L’atteggiamento dei professionisti verso le estensioni cyber delle polizze RC Professionale presenta un quadro complesso:
LIVELLO DI SENSIBILITÀ: molto alta per studi legali e commercialisti (gestiscono dati sensibili), media per architetti e ingegneri, bassa per professioni sanitarie (più focalizzate sulla medical malpractice).
CRITICITÀ RISCONTRATE:
costi aggiuntivi, incremento del 15-30% del premio base, questa problematica spesso viene percepita come “non prioritaria”.
consapevolezza: sottovalutazione dei rischi cyber, scarsa comprensione delle coperture, limitata percezione delle responsabilità verso i clienti.
Limiti delle estensioni: massimali spesso insufficienti, esclusioni significative, non sempre includono servizi di prevenzione.
TENDENZE ATTUALI: aumento delle richieste post-GDPR (ovvero General Data Protection Regulation, in italiano Regolamento Europeo sulla Protezione dei dati. Un maggiore interesse dopo episodi di attacchi ransomware, crescente integrazione con servizi di valutazione del rischio.
Da queste considerazioni emergono fisiologiche istanze che si possono sintetizzare in una necessità di maggiore formazione sui rischi cyber, pensare ad uno sviluppo di pacchetti più modulari e accessibili, una integrazione con servizi di prevenzione e risposta.
La situazione evidenzia un gap tra rischio reale e percezione che richiede un approccio più strutturato da parte del mercato assicurativo.
Le nostre operatività ci hanno segnalato, ormai da qualche anno che il rischio cyber è ben oltre ad una mera ipotesi di discussione assicurativa, le prime casistiche che abbiamo dovuto realmente gestire sono state quelle legate alla professione di avvocati. Nel prossimo post ne parleremo nello specifico.

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