Autore: Daniele Cirelli

  • UNO SGUARDO ALLA FILOSOFIA DEL DIRITTO: UTILITARISMO NELLE RC PROFESSIONALI

    L’utilitarismo è la principale corrente filosofica associata al pensiero di Jeremy Bentham. Tale dottrina, riassunta in parole semplici, si pone l’obiettivo di individuare le condizioni in grado di produrre la massima felicità per il maggior numero di persone, cercando al contempo di prevenire il dolore. Per Bentham, questo principio poteva trovare applicazione anche nel diritto, infatti una “buona legge” o un “buon istituto giuridico” dovrebbe contribuire a massimizzare la felicità sociale e ridurre le conseguenze negative per la collettività.

    Se analizziamo bene, il pensiero utilitarista è anche facilmente declinabile al settore delle RC Professionali:

    Mi spiego meglio, per Bentham le azioni e le loro conseguenze potevano essere calcolati scientificamente, pertanto, a questo scopo, elaborò il “calcolo felicifico”, attraverso il quale piacere e dolore potevano essere valutati in base ad alcune variabili, tra cui intensità, certezza ed incertezza di un evento.

    Immaginiamo un errore professionale medico, un vizio di progettazione prodotto da un ingegnere o un problema fiscale di un commercialista: in assenza di una polizza assicurativa di RC Professionale adeguata (divenuta obbligatoria in Italia dal 14 agosto 2013), si originerebbe un doppio dolore sociale:

    1. il cliente danneggiato che rischia di non essere risarcito se il professionista non ha patrimonio sufficiente
    2. il professionista che rischia la rovina finanziaria cercando di risarcire il danno di tasca propria.

    L’RC Professionale entra in gioco distribuendo una piccola quota di dolore (il premio di polizza e la franchigia o scoperto a carico dell’assicurato) al fine di evitare o ridurre una catastrofe finanziaria.

    Tra le variabili considerate da Bentham nel calcolo felicifico, vorrei soffermarmi in particolare sull’incertezza di un evento.

    Pensiamo banalmente ad un avvocato che, ad ogni procedimento perso, rischia di ricevere una richiesta di risarcimento da parte del proprio assistito, perché quest’ultimo ritiene che la perdita sia riconducibile ad errore professionale dell’assicurato. Questo risveglierebbe nel professionista la paura di sbagliare e quindi la preoccupazione delle possibili cause della sua condotta professionale (la cosiddetta mano tremolante del dottore durante un’operazione).

    L’RC Professionale, anche se non elimina errori o il rischio di ricevere richieste di risarcimento, permette al professionista di acquisire la tranquillità necessaria per svolgere i propri incarichi al meglio delle proprie capacità.

    Un ulteriore collegamento con il pensiero di Bentham può essere individuato nella funzione incentivante del diritto. Secondo la prospettiva utilitarista, le regole possono essere utilizzate per orientare i comportamenti individuali verso condotte ritenute socialmente utili, attraverso incentivi e disincentivi. In ambito di RC Professionale, analogo a questo meccanismo può essere la personalizzazione del premio o l’inserimento di clausole bonus-malus per alcuni tipi di contratto:

    In poche parole, il professionista che tiene una condotta esemplare, che non ha sinistri e che cerca sempre di aggiornarsi, pagherà un premio più basso rispetto ad un professionista negligente che colleziona richieste di risarcimento. Quest’ultimo addirittura potrebbe trovare degli ostacoli nel momento della riassunzione del rischio, a causa della sua “poco felice storia assicurativa”.

    In tal caso, l’assicuratore non svolge soltanto una funzione di gestione del rischio, ma, attraverso le proprie politiche assuntive e contrattuali, diventa una figura che vigila indirettamente sui propri clienti educandoli a comportarsi correttamente e con prudenza.

    Come possiamo ben vedere, pur trattandosi di concetti relativi ad epoche differenti, esiste un interessante parallelismo tra alcuni principi utilitaristici di Bentham e la funzione sociale dell’RC Professionale, il quale ci permette di conferire un’altra chiave di lettura al contratto assicurativo.