Polizze infortuni per professionisti in Italia – un’analisi – La Diffusione tra i liberi professionisti e le coperture assicurative

In Italia, i liberi professionisti costituiscono una fetta rilevante del mercato del lavoro. Secondo i dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze, nel primo semestre del 2023 sono state aperte 296.699 nuove partite IVA, di cui circa 217.000 sono persone fisiche. Nel complesso, secondo gli ultimi dati disponibili relativi al 2020, le persone fisiche titolari di partita IVA sono 3.660.280, rappresentando il 19,6% del totale, contro una media UE del 13,1%.

La libera professione generalmente non prevede la stipula di una copertura assicurativa obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro, ad eccezione di alcune categorie come artigiani e coltivatori diretti, che sono tenuti a iscriversi all’INAIL. Per tutti gli altri esistono casse nazionali dei singoli ordini professionali, che istituiscono sistemi di copertura appositi, da sottoscrivere volontariamente.

Ad esempio, tutti gli iscritti all’EPPI (Ente di Previdenza dei Periti Industriali) in attività, in regola con gli adempimenti contributivi, godono automaticamente di una copertura sanitaria di base che include anche un’indennità per invalidità da infortunio, con oneri sostenuti dall’ente stesso.

Per gli avvocati, il Decreto Ministeriale del 22/09/2016 prevede l’obbligo di stipulare un’assicurazione infortuni a favore degli avvocati e dei loro collaboratori, praticanti e dipendenti per i quali non sia operante la copertura assicurativa obbligatoria INAIL.

Il mercato offre anche polizze specifiche per gli infortuni sportivi, considerando che ogni anno circa 430.000 persone in Italia si infortunano praticando attività sportive, con potenziali ripercussioni sulla vita professionale.

In conclusione, sebbene non ci siano dati percentuali precisi sulla diffusione delle polizze infortuni tra i professionisti, il mercato è in crescita e risponde a un’esigenza reale, considerando l’alto numero di partite IVA in Italia e la limitata copertura offerta dai sistemi previdenziali di categoria.

Ma quali sono le principali esclusioni che penalizzano l’acquisto di una polizza infortuni da parte di un professionista? Dalle ricerche effettuate, ecco le principali esclusioni che possono penalizzare l’acquisto di una polizza infortuni da parte di un professionista:

1. Esclusioni legate a cause e modalità dell’infortunio

L’indennizzo previsto dalla polizza infortuni non viene corrisposto se l’infortunio interviene per dolo o colpa grave dell’assicurato. Secondo l’art. 1900 c.c., “l’assicuratore non è obbligato per i sinistri cagionati da dolo o colpa grave del contraente, dell’assicurato o del beneficiario, salvo patto contrario per i casi di colpa grave”. Tra le esclusioni standard figurano, oltre agli infortuni derivanti da atti dolosi dell’assicurato, quelli conseguenti a ubriachezza (anche nello stato iniziale di ebbrezza), abuso di psicofarmaci, uso di stupefacenti o allucinogeni. Altre esclusioni comuni riguardano gli infortuni avvenuti durante atti di guerra, invasione od occupazione militare, e quelli conseguenti alla pratica di sport estremi.

2. Esclusioni relative a condizioni preesistenti

Le polizze tipicamente escludono gli infortuni dovuti a cause pregresse rispetto alla stipula della polizza nonché l’eliminazione o correzione di difetti fisici preesistenti e malformazioni.

3. Esclusioni per categorie di persone

Esistono soggetti che non sono assicurabili, come persone affette da particolari malattie o dipendenze. In caso tali patologie si verificassero successivamente alla stipula, potrebbero diventare causa di cessazione del contratto. Inoltre, di norma, le compagnie di assicurazione pongono come soglia d’età assicurabile i 75 anni.

4. Esclusioni legate a variazione dell’attività professionale

La variazione dell’attività professionale può determinare un aggravamento o una riduzione del rischio, con conseguente aumento o diminuzione del premio. Se il professionista non comunica tale variazione all’impresa, questa potrebbe ridurre o escludere l’indennizzo in caso di infortunio.

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